Genitori in tribuna
Il ruolo dei genitori durante partite e allenamenti

Per un ragazzo, sapere che qualcuno è venuto a vederlo giocare è un regalo. Cercare con lo sguardo la tribuna dopo un canestro, un punto, un esercizio riuscito, è uno dei gesti più comuni dello sport giovanile. Ed è proprio per questo che quello che arriva dagli spalti non è mai neutro.
Genitori, allenatori e atleti formano quello che alcuni autori hanno chiamato il “triangolo sportivo”: tre vertici che si influenzano a vicenda.
Il modo in cui i genitori partecipano incide sul divertimento, sulla motivazione, sull’ansia da prestazione e perfino sulla decisione di continuare o smettere. Le ricerche condotte con giovani atleti, genitori e allenatori concordano su un punto: non conta tanto quanto il genitore è presente, ma come lo è (Knight & Holt, 2014; Harwood & Knight, 2015).
Quando l’affetto diventa pressione
Un incoraggiamento sostiene. Un’indicazione tecnica gridata dalla tribuna, invece, mette il ragazzo davanti a un dilemma silenzioso: ascoltare l’allenatore o il genitore? Qualunque scelta faccia, deluderà qualcuno. E la sua attenzione, invece di restare sul campo, si sposta su chi lo sta guardando.
Quando si chiede ai ragazzi cosa li mette più in difficoltà, ritornano spesso gli stessi comportamenti (Holt et al., 2008):
- le correzioni tecniche urlate durante il gioco
- i commenti rivolti ad arbitri, avversari o compagni
- il “processo” alla partita in macchina, sulla strada di casa
- la sensazione di dover ripagare un investimento di tempo, soldi e aspettative
Nessuno di questi gesti nasce da cattive intenzioni. Nasce dal desiderio, del tutto comprensibile, di vedere il proprio figlio riuscire. Ma un ragazzo che gioca guardando la tribuna smette di guardare la palla, e il piacere del gioco lascia spazio alla paura di deludere.
Il viaggio di ritorno
C’è un momento che merita particolare attenzione: il tragitto in macchina dopo la partita. È lì che spesso si concentrano analisi, critiche, confronti con i compagni. Per un adolescente ancora carico di adrenalina, o di delusione, è il momento meno adatto per una lezione tecnica.
Molti ragazzi dicono di preferire un po’ di silenzio, o una domanda aperta che lasci a loro la scelta di parlare della gara quando se la sentono. Non è disinteresse: è rispetto per i loro tempi.
Cosa aiuta davvero
Le indicazioni che emergono dalla ricerca sono sorprendentemente semplici. I ragazzi apprezzano genitori che incoraggiano tutta la squadra e non solo il proprio figlio, che lasciano le indicazioni tecniche all’allenatore, che si comportano con rispetto verso arbitri e avversari e che, dopo la gara, si interessano a come è stata vissuta più che al risultato (Knight & Holt, 2014).
C’è poi un livello più sottile: il clima emotivo che si respira in famiglia intorno allo sport. Uno stile caldo e autorevole, che sostiene l’autonomia del ragazzo senza rinunciare a regole chiare, si associa a un’esperienza sportiva più serena e a una motivazione più autentica (Harwood & Knight, 2015).
Anche la società sportiva ha una parte da fare: comunicare in modo chiaro obiettivi e regole, creare occasioni di incontro tra staff e famiglie, ricordare a tutti che allenatori e genitori giocano nella stessa squadra. Quella dei ragazzi.
Il compito del genitore non è allenare. È esserci.
E a volte la frase più protettiva, dopo una partita, è anche la più semplice: “Mi piace guardarti giocare.”
Riferimenti bibliografici
- Harwood, C. G., & Knight, C. J. (2015). Parenting in youth sport: A position paper on parenting expertise. Psychology of Sport and Exercise, 16, 24–35.
- Holt, N. L., Tamminen, K. A., Black, D. E., Sehn, Z. L., & Wall, M. P. (2008). Parental involvement in competitive youth sport settings. Psychology of Sport and Exercise, 9(5), 663–685.
- Knight, C. J., & Holt, N. L. (2014). Parenting in youth tennis: Understanding and enhancing children’s experiences. Psychology of Sport and Exercise, 15(2), 155–164.
Suggerimenti di lettura
- Holt, N. L., & Knight, C. J. (2014). Parenting in Youth Sport: From Research to Practice. Routledge. Per chi legge in inglese, una sintesi accessibile di cosa dice la ricerca sul ruolo dei genitori nello sport.
- Lancini, M. (2021). L’età tradita. Oltre i luoghi comuni sugli adolescenti. Raffaello Cortina. Per capire meglio gli adolescenti di oggi e il rapporto con le aspettative degli adulti.
