Quando arriva un infortunio

La crisi invisibile dell’identità

Il corpo nello sport
Infortuni e crisi d’identità

Per un adolescente, dire “gioco a…” non significa solo descrivere un’attività. Significa raccontare chi è.

Lo sport struttura le giornate, le amicizie, il senso di competenza. È uno dei primi ambiti in cui si sperimenta riconoscimento sociale.
Quando arriva un infortunio, l’interruzione non è solo fisica. È narrativa. Si interrompe la storia che il ragazzo stava costruendo su di sé.

Possono emergere vissuti intensi:

  • paura di perdere il posto
  • senso di inutilità
  • rabbia verso il proprio corpo
  • ritiro dal gruppo

Molti adolescenti non hanno ancora strumenti cognitivi per elaborare una pausa forzata. Possono viverla come un’esclusione definitiva, anche quando è temporanea.

Il rischio maggiore non è l’infortunio in sé, ma l’isolamento che può seguire.

Mantenere il legame con la squadra, sentirsi ancora parte di qualcosa, è un fattore protettivo potente.
Perché la guarigione non è solo biologica: è anche identitaria.